L’ALLEVAMENTO

L'allevamento

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Allevare non significa solo riprodurre animali, ma significa riprodurre migliorando la razza. In poche parole allevare è una cosa seria, richiede conoscenza, preparazione, pianificazione, è necessario formulare una strategia di allevamento! Per avere successo nell’allevamento dovete avere le idee chiare e avere una visione più completa possibile di che tipo di alpaca volete allevare e come. Fare l’allevatore è quindi un mestiere complesso, ancor di più quando si parla di camelidi sudamericani, una specie ancora poco studiata nel mondo.
La S.I.A. è qui proprio per fornire queste informazioni mancanti, tenta di dare delle indicazioni, di aiutare l’allevatore a raggiungere i suoi obbiettivi, attraverso prima di tutto la condivisione di informazioni e l’organizzazione di corsi di formazione per allevatori, aspiranti allevatori e veterinari che vogliono avvicinarsi all’alpaca. L’alpaca ha la fama di essere un animale “facile da allevare”, in realtà l’alpaca è un animale di facile gestione in termini di tempo, ma allevarlo è tutt’altro che semplice.

 

 

Prima di tutto bisogna scegliere i propri esemplari. Ci sono molte cose da tenere in considerazione quando si scelgono i primi alpaca da acquistare:

allevamento_02la morfologia dell’animale (consultare lo standard di razza della S.I.A) e familiarizzare il più possibile con alpaca osservandoli attentamente per acquisire esperienza e “occhio”
la qualità della fibra (richiedere sempre le analisi della fibra) visitare allevamenti diversi e farvi mostrare la fibra di alcuni animali può essere un buon modo per capirne di più
la salute dell’animale (valutare condizione corporea, salute dei denti, colore delle palpebre interne dell’occhio)
il pedigree (inteso come un pedigree ufficiale con analisi D.N.A. riconosciuto A.I.A, che inizierà insieme alla S.I.A. ad emettere non appena otterremo il riconoscimento dell’alpaca come animale da reddito) e genealogia in cui sono descritti genitori e progenitori dell’esemplare, in modo da stabilirne il prestigio o meno.
la valutazione della progenie ( se possibile valutarla personalmente)
la partecipazione a show (chiedere se l’animale ha partecipato e si è piazzato nella propria categoria)
la fertilità e la facilità di parto (sulla fiducia dell’allevatore ma visibile anche attraverso la presenza di progenie in quantità adeguata all’età della femmina)
la produzione di latte ( sulla fiducia dell’allevatore e anche attraverso al valutazione della progenie e della loro salute)
la tracciabilità dell’alpaca (ogni esemplare deve essere munito di microchip e l’allevatore deve essere in grado di specificare la provenienza di quell’esemplare, in questo caso aiuta moltissimo il pedigree con D.N.A., per risalire alla provenienza dei genitori e quindi dell’esemplare)

allevamento_03Ognuna di queste voci richiederebbe in realtà una lunga discussione, perché acquistare i primi alpaca senza avere alcuna esperienza è sempre rischioso, meglio avvalersi di allevatori affidabili, disposti a darvi tutte le informazioni possibili e che soprattutto siano ben disposti a seguire il vostro percorso come allevatori fungendo da mentori in questo nuovo mondo. La S.I.A. mette a disposizione questo sito e Il Magazine alpaca Italia, per divulgare, informare e aggiornare gli allevatori su molti di questi argomenti, in cui sono contenuti articoli utili ad allevatori di qualsiasi livello, inoltre organizza corsi con esperti del settore provenienti da tutto il mondo!

 

Per scegliere i vostri primi alpaca dovete porvi delle domande:

La razza: Che razza preferite e perchè?

Esistono due razze, Suri e Huacaya e ovviamente per mantenere la purezza della selezione non vanno incrociate.

Colore: Volete concentrarvi su un colore o su più di uno? In questo viene in aiuto il pedigree degli animali, che indica il colore dei suoi antenati. La genetica del colore è un argomento complesso e molto vasto, per cui occorre essere a conoscenza di alcune basi di genetica per accoppiare alcuni colori. Non tutti i colori possono essere accoppiati senza rischi. Inoltre per prevedere di che colore nasceranno i piccoli bisogna restringere il campo a uno o due colori. In questo modo il gregge sarà uniforme e avrete una produzione di fibra uniforme in colore in modo da raggruppare fibra con caratteristiche simili per la lavorazione.

La dimensione del gregge: Quanto volete crescere nel tempo? Quanti cria volete all’anno? Quanto spazio avete a disposizione? Quanti stalloni vi servono per non effettuare accoppiamenti consanguinei?

Considerando che i cria che nasceranno potrebbero essere femmine che non potranno essere accoppiate con fratelli, padri e zii dovete da subito avere chiaro che nel giro di qualche tempo vi servirà un nuovo stallone con cui accoppiare le vostre femmine. In questo può esservi d’aiuto l’allevatore dal quale avete acquistato i vostri alpaca, che potrebbe fornire un servizio di monta. Acquistare degli stalloni può risultare dispendioso in un primo momento, soprattutto quando si hanno solo poche femmine e si ha necessità di cambiare spesso sangue. Informatevi sui servizi che offrono i vari allevatori. Una volta scelti i vostri alpaca dovete mettere a punto il vostro Programma di allevamento.

Questo consiste nel pianificare ed effettuare accoppiamenti che puntino a realizzare il vostro obbiettivo attraverso i piccoli che nasceranno, avendo una visione a lungo termine.

allevamento_04Quando effettuate la scelta di un accoppiamento dovete porvi delle domande. Non tutti i maschi sono adatti alla riproduzione e non tutte le femmine lo sono, inoltre non tutti i maschi sono adatti ad essere accoppiati con tutte le femmine. Dovete scegliere quale maschio accoppiare in base alle caratteristiche della femmina e ai vostri obbiettivi. Così come non tutti i maschi sono uguali, non tutte le femmine sono uguali e femmine diverse possono aver bisogno di “compensare” alcune caratteristiche. Queste mancanze possono essere colmate dallo stallone, se questo possiede le caratteristiche che a quella femmina mancano! L’alpaca migliore per voi non è quello più o meno costoso, stabilite un budget e create il vostro business-plan. Tentate di allineare tutto questo. Avere le idee chiare vi permetterà di avere successo nella realizzazione dei vostri obbiettivi di allevamento e sarete sulla strada per fare scelte responsabili e informate.

 

Informazioni sulla riproduzione
Le femmine di alpaca raggiungono la maturità sessuale intorno i 14-18 mesi, ma in generale è buona norma non farle accoppiare fino a che non hanno raggiunto il peso di 45-50 kg. Accoppiare una femmina troppo giovane può portare a infezioni, è bene che i nuovi allevatori non riproducano femmine inferiori ai 18 mesi di età, proprio per non trovarsi in situazioni che richiederebbero più esperienza per essere notate e risolte. Le femmine sono ovulatori indotti, cioè, producono l’ovulo durante l’atto dell’accoppiamento in presenza dello specifico Ph dello sperma del maschio. I maschi possono raggiungere la maturità sessuale dai 12 mesi ai tre anni. Emettono un suono, prima e durante tutto l’accoppiamento, detto “orgling” che pare abbia la funzione di stimolare la femmina all’accoppiamento e a produrre l’ovulo. Il pene del maschio è un organo lungo, molto sottile e “prensile”, adatto a trovare l’apertura vaginale anche in presenza della coda della femmina. L’accoppiamento può avere successo immediato, ma a volte succede che siano richiesti più accoppiamenti. L’eiaculazione del maschio è definita “a gocce”, e unita all’orgling è la spiegazione de perché l’inseminazione artificiale non è applicabile sull’alpaca. Le gravidanze hanno la durata di 11 mesi e mezzo (+- 2 settimane). L’alpaca partorisce un solo piccolo, infatti parti gemellari sono rarissimi e molto spesso risultano problematici sia per i piccoli che per le madri. Una volta partorito il piccolo la femmina è pronta ad essere ingravidata di nuovo dopo 2 settimane dal parto, in base alle condizioni di salute della femmina. Il piccolo è approssimativamente svezzato naturalmente dalla madre intorno i 7-10 mesi di età. Se necessario i piccoli possono essere svezzati intorno i 6 mesi di età, in base a dimensioni e maturità del piccolo e alla salute della madre.

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Scritto da  Noemi Gambini