L’ALPACA

info_gen_01L’alpaca (Vicugna pacos) è un mammifero della famiglia dei camelidi, addomesticato e allevato soprattutto per utilizzarne la fibra. L’alpaca ha un aspetto più delicato, elegante e piacevole rispetto agli altri Camelidi sudamericani. La sua testa è tondeggiante, piccola con orecchie dritte e a punta, non a banana come i lama. Di profilo la testa dovrebbe assomigliare ad un triangolo. Possiede due sottili labbra, quello superiore è suddiviso da un mediano per avere più mobilità e sensibilità nell’afferrare il cibo. L’alpaca è un animale dalle linee morbide e arrotondate, la sua altezza varia da adulto da 1.20m a 1.50m, con un peso che oscilla dai 45kg agli 90kg. Gli Alpaca sono “Artiodattili” cioè con numero pari di dita per ogni piede e “Tilopodi” cioè a livello plantare presentano un cuscinetto calloso idoneo ad attutire i colpi. Se passano molto tempo su un terreno morbido, non riescono a consumare abbastanza i loro unghioni la cui crescita deve essere controllata regolarmente e corretta tramite taglio. info_gen_02Non si puliscono il manto a vicenda, ma amano farlo rotolandosi a terra e strofinandosi. Individuano luoghi separati per soddisfare le proprie diverse esigenze, come defecare, riposare e rotolarsi, per questo sono ritenuti animali puliti e che mettono pochissimo odore. Attraverso questo intelligente comportamento evitano di mangiare dove ci sono feci e quindi il controllo dei parassiti risulta essere più semplice se si eliminano giornalmente le feci e si effettua la rotazione dei pascoli. Durante il giorno, pascolano per 8-10 ore.
info_gen_03Il loro stomaco, costituito da tre compartimenti, è simile nel funzionamento a quello dei ruminanti veri e propri. In media ogni animale mangia circa un chilogrammo di vegetali al giorno e ha bisogno di acqua fresca e pulita con libero accesso. Per le femmine gravide o in allattamento, gli alpaca anziani e i cria in crescita questa quantità aumenta di circa il 50%. Per completare la digestione del cibo, ruminano di notte per circa sei ore. Presenta un pelo molto lungo con 22 gradazioni di colore diverse, dal nero al bianco, dal marrone al grigio, ed è proprio il colore nero ad essere più raro poiché è geneticamente un carattere recessivo e quindi difficile da trasmettere. Gli alpaca vengono tosati una volta all’anno, in primavera. Un alpaca produce in media 2,5 kg di fibra. La fibra del cria è quella più pregiata per la brillantezza e per la leggerezza, ma alcuni adulti presentano caratteristiche di fibra simili ai cria, si tratta di adulti ben selezionati ed allevati. La fibra di alpaca non contiene lanolina, non infeltrisce facilmente e non provoca allergie. Le femmine danno alla luce un solo piccolo l’anno perché il loro periodo di gestazione è di circa 11 mesi e mezzo.

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Quando i nomi scientifici furono assegnati ai camelidi sud americani, tra il XVIII ed il XIX secolo, si ritenne l’alpaca un discendente del lama ignorando però la forte somiglianza di stazza, altezza e qualità della fibra con la vigogna. Molte difficoltà di classificazione furono dovute anche al fatto che le quattro specie si possono incrociare e creare una prole fertile. Una classificazione corretta fu possibile solo dopo l’avvento delle nuove tecnologie che con le analisi del DNA scoprirono nel 2001, con la presentazione di una ricerca fatta da Jane Wheeler per la Royal Society of London for the Improvement of Natural Knowledge, che l’alpaca deriva dalla vigogna e non dal guanaco. Gli esami del DNA confermarono ipotesi discusse per molti anni e il nome scientifico dell’alpaca fu cambiato da Lama pacos a Vicugna pacos. Gli alpaca sono allevati in grandi greggi che pascolano ad una altitudine compresa fra i 3500 e i 5000 metri sulle Ande del Perù meridionale, della Bolivia settentrionale e del nord del Cile. Al contrario dei lama, gli alpaca sono allevati non per farne animali da soma ma per la loro fibra pregiata, utilizzata per tessere coperte e ponchos. Negli ultimi anni l’allevamento degli alpaca si è diffuso anche in Europa, un po’ in tutto il mondo, perché è un animale che si adatta bene a climi diversi. Se qualcuno si è mai chiesto nella propria vita quale sia stato il primo bestiame domestico del mondo non credo che si andrebbe al di là dal pensare ai cavalli o alle vacche, ma la storia ci documenta invece che in Perù, già 4.000 anni fa si allevavano gli Alpaca. Questi animali erano di fondamentale importanza soprattutto per la popolazione Inca, poiché ne ricavavano fibra, pelli e carne. Purtroppo la conquista del Perù da parte degli spagnoli fu quasi letale per gli alpaca che dovettero cedere i propri pascoli ai greggi di pecore provenienti dall’Europa. Ma il popolo peruviano molto legato a questi animali tentò di farli abituare alle condizioni climatiche delle Ande, dove le pecore non sarebbero riuscite ad arrivare. La colonizzazione ha comunque comportato una diminuzione numerica degli alpaca per cui oggi ritroviamo solo due popolazioni: la razza Huacaya che rappresenta il 90% del totale e la razza Suri che occupa il restante 10%. info_gen_04Oggi in molti paesi, lama e alpaca sono tenuti come animali per il tempo libero in virtù del loro carattere curioso e docile. Sono inoltre apprezzati ai fini della conservazione del paesaggio per la loro frugalità: infatti, grazie al loro modo delicato di muoversi e di mangiare, possono essere tenuti anche su terreni scoscesi. Sono animali gregari con uno spiccato senso della gerarchia e questo fa si che i conflitti siano rari. Tuttavia, in presenza di esemplari femmina i maschi che hanno già raggiunto la maturità sessuale denotano una certa incompatibilità reciproca. Per contro, convivono pacificamente con altri maschi di età più giovane oppure castrati. Questi ultimi possono essere inseriti senza problemi nei greggi costituiti da femmine e dalla rispettiva prole. Di solito, i nuovi esemplari si integrano bene in un gruppo già esistente. I lama e gli alpaca possono essere incrociati. Da tali unioni nascono diverse tipologie di animali che si distinguono soprattutto per il vello e le dimensioni. Lama e alpaca possono raggiungere un’età di 15-25 anni.

 

I VERSI DELL’ALPACA
L’alpaca è un animale essenzialmente molto silenzioso e pacato, il suo classico verso viene chiamato “humming” e viene usato per comunicare un disagio, un bisogno, per riunire i piccoli alle madri e con diversi livelli e sfumature viene usato per la comunicazione all’interno del gregge. Quando un esemplare si sente minacciato o scorge un pericolo in lontananza inizia ad utilizzare un suono simile al raglio di un asino, ma molto più acuto, che viene definito “screaming” o “alarming”, questo serve per riunire il gregge in posizione di difesa, con gli adulti che si chiudono intorno ai piccoli del gregge. E’ stato osservato che nel momento di ritorno dei piccoli da una passeggiata o un gioco lontano dalle madri, queste li richiamino con un verso chiamato “clunking”. Si tratta di uno schiocco provocato dalla lingua che sprona il cria a poppare o semplicemente usato come segno di affetto dalle madri per il ritorno dei propri piccoli. Viene utilizzato anche dalle femmine se viene avvistato un maschio in lontananza, ma non è ancora chiaro il motivo. Durante l’accoppiamento il maschio produce un verso detto “orgling”. E’ un suono che ricorda il motore di una moto in lontananza. Questo verso stimola la femmina all’accoppiamento e aiuta ad indurre la produzione dell’ovulo.

 

Scritto da  Noemi Gambini