SALUTE e CURA

salute_cura_01L’alpaca è un animale dolcissimo e buffo, in rapida espansione, si adatta bene a molti ambienti diversi, ma richiede cure costanti e specifiche. L’alimentazione è il punto numero uno sul quale concentrarsi, perché con una corretta alimentazione possiamo aiutare i nostri animali a combattere meglio malattie e parassiti. L’alimentazione degli alpaca deve essere perfettamente bilanciata tra secco, umido e deve essere integrata con particolari sali minerali per camelidi. All’occorrenza si può utilizzare in aggiunta anche un mangime pellettato per camelidi. Ci sono molte opinioni al riguardo ed è importante rimanere aggiornati, perché questo può essere di vitale importanza. Gli integratori servono a sopperire ad eventuali carenze che non sono colmate da erba e fieno.
Erba e fieno dovrebbero costituire l’80% della dieta quotidiana dell’alpaca. Effettuare dei test sul foraggio e sul pascolo può dare indicazioni fondamentali per un corretto bilanciamento dei nutritivi necessari alla salute dell’alpaca. L’alpaca mangia bene foraggi che hanno una concentrazione di proteine dall’11% al 14%, un apporto di calcio-fosforo di 2 a 1 o inferiore, e il 2,5% di potassio.

 

Acqua potabile deve essere sempre a disposizione degli animali, sia al pascolo che in stalla. Tutti alpaca dovrebbero essere pesati ogni 30-60 giorni per valutare la loro condizione corporea (BSC body score condition), con un sistema che va da 1 a 5 punti, in cui 1 rappresenta il punteggio più basso e 5 rappresenta il punteggio più alto. Il punto per valutare il BSC è la spina dorsale nella fascia lombare. E’ importante palpare manualmente questo punto e dare un punteggio, scriverlo vi aiuterà poi a confrontarlo mese dopo mese per valutare cambiamenti nel peso dell’alpaca:

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Un alpaca a riposo dovrebbe avere un BCS di 2,5,/3 mentre una femmina gravida dovrebbe essere leggermente superiore in quanto dopo il parto, l’allattamento avrà un impatto sulla condizione fisica della femmina. E’ importante stabilire il prima possibile un contatto con un veterinario per camelidi o un veterinario di animali da stalla, possibilmente che abbia esperienza con capre, mucche e pecore. Dovete spendere tempo e trovare un veterinario che sia disposto ad ascoltarvi e a imparare a gestire questo nuovo animale. In Italia non esiste una specializzazione di veterinaria in camelidi sudamericani, per cui i veterinari devono mettersi di buona volontà e devono aver voglia di mettersi in gioco. Trovate un veterinario aperto alle novità e competente in materia di ruminanti.

salute_cura_03Una cosa da stabilire subito è il protocollo vaccinale contro le clostridiosi e la pianificazione delle analisi delle feci. E’ importante non sverminare tutto il gregge approfittando della tosa. La sverminazione va fatta solo sugli alpaca che necessitano di ridurre l’infestazione. Trattando tutto il gregge indipendentemente dalla presenza o meno di parassiti, si da vita a un circolo vizioso in cui si provoca la resistenza dei parassiti.
Una volta che si è sviluppata una resistenza sarà impossibile eliminarla e anche i cria che nasceranno da genitori con parassiti resistenti saranno a loro volta infestati da parassiti resistenti. Questo significa che i vermifughi avranno sempre più difficoltà ad agire fino a che non funzioneranno più! Fate analizzare le feci dei vostri alpaca da un laboratorio e chiedete che utilizzino una soluzione non salina in modo da avere un risultato valido per il conteggio delle feci per grammo. Infatti utilizzando una soluzione salina il risultato non sarà veritiero.

E’ buona norma ruotare i pascoli ogni 50-60 giorni, in modo da ridurre il carico di parassiti sui pascoli, considerando un carico di 12-15 alpaca per ettaro di terreno.

Un sistema per notare l’eccessiva presenza di parassiti intestinali è quella di controllare e valutare il colore delle palpebre interne dell’occhio. Le palpebre interne devono essere di un colore rosa vivace, ma non rosse. Se le palpebre risultano bianche o rosa pallido è bene intervenire tempestivamente! In questo viene in aiuto la Famacha chart, utilizzata moltissimo nei grandi greggi di pecore per ridurre le perdite di capi dovute alle infestazioni.

Non vi è nessun piano vaccinale o programma di controllo dei parassiti che sia universale. Ogni Allevatore può avere problemi diversi. Anche acquistando alpaca provenienti da altre regioni del paese o all’estero comporta dei rischi a cui bisogna essere preparati informandosi sulla zona di provenienza degli animali e sui parassiti che popolano quella regione o paese. E’ bene far passare un periodo di quarantena di almeno 5 o più settimane per tutti i nuovi alpaca che entreranno nella vostra azienda. Questo periodo di quarantena, lontano dal vostro gregge principale, servirà a voi per capire il comportamento dei nuovi arrivati, valutare il loro stato di salute ed evidenziare in questo delicato periodo di forte stress, dei problemi che aspettavano solo un abbassamento delle difese immunitarie per venire a galla. Avendo questo piccolo accorgimento eviterete di “importare” nel vostro gregge parassiti, o peggio virus e batteri pericolosi, eliminando la possibilità di perdere animali e denaro.

Una importantissima integrazione che va effettuata durante tutto l’anno è quella della Vitamina D. Può essere somministrata sia attraverso una pasta vitaminica, oppure per via iniettabile. L’alpaca proviene da altitudini molto elevate e il suo metabolismo è regolato in modo da produrre vitamina D in base al forte irradiamento solare delle Ande. Alle nostre altitudini l’irradiamento solare è 1/4 di quello Andino, e anche la produzione di vitamina D è quindi molto bassa. Per mantenere dei livelli di Vit D ottimali si è obbligati ad integrare questa sostanza su tutto il gregge, compresi i piccoli in crescita. Un segno visibile di mancanza di vit D è il rachitismo, in quel caso va impostata una cura che si protragga fino al risolvimento della patologia. La vita può risultare tossica se somministrata in dosi eccessive, per cui chiedete informazioni al vostro veterinario di fiducia o ad allevatori esperti e competenti.

Durante l’anno è importante effettuare il taglio delle unghie. È possibile farlo facendosi aiutare da qualcuno che tenga fermo l’alpaca, utilizzando una forbice per il taglio delle unghie degli agnelli, basterà portare le unghie al livello del polpastrello, stando attenti a non provocare tagli. Il sanguinamento delle unghie infatti può protrarsi per diversi minuti. Come per le unghie, anche i denti dell’alpaca potrebbero richiedere l’intervento di uno specialista o di un veterinario. I denti dell’alpaca infatti sono a crescita continua e vengono limati o tagliati in base alle esigenze. Questa operazione richiede un’attrezzatura particolare, ed è meglio chiamare qualcuno che abbia esperienza o il vostro veterinario di fiducia. L’alpaca è un animale “preda”, per questo ha un comportamento stoico, ovvero non dimostra sintomi di malessere fino allo stremo delle sue forze. E’ importante perciò conoscere e osservare i propri alpaca attentamente per cogliere i comportamenti che possono indicare disagio o sintomi.

Scritto da  Noemi Gambini